
guardate qui...
brevi racconti di ciò che mi pare e...piace!
Ed ecco il mio dolce di Natale! La ricetta è ancora una volta sua, ormai per me è una garanzia! Suggerisco di consumare il dolce a fette sottili, soprattutto in questi giorni...sappiate che l'ingrediente principale è...il burro!
ripieno e copertura
Fate scaldare il forno a 180°C e imburrate 2 stampi tondi da 23 cm di diametro(e avevo gli stampi da 26 e mi è venuta solo un po' più bassa del previsto...).
Fate scaldare la panna e versatela sul cioccolato ridotto in scaglie mescolando bene.
Sbattete il burro e lo zucchero per qualche minuto poi aggiungete un uovo alla volta, continuando a mescolare.
Alternate nel composto il cioccolato e la farina setacciata con il lievito.
Versate neio 2 stampi e infornate per 20-25 minuti.
Una volta freddi, tagliate a metà i 2 dischi in modo da avere 4 strati.
preparate la crema al burro sbattendo il burro con lo zucchero a velo e spalmate un terzo della crema sul primo strato. Distribuite sopra al burro un velo di crema al limone, sovrapponete il secondo strato , ripetete l'operazione. idem per il terzo strato.
Coprite con l'ultimo disco e stendete l'ultima parte di lemon curd, poi coprite tutto con la crema al burro, increspandola con i rebbi di una forchetta.
per gli alberelli: vi basterà disegnarli con il cioccolato fuso su un foglio di carta da forno e lasdciarli raffreddare in frigo!
Ce l'ho fattaaaa!!!!!!!
Eccoli qui i primi biscotti con le mie nuove formine!
Per 4 persone:
Sul blog kelablu domani avrà inizio la sfida tra noi foodblogger.
Ieri ho fatto un giro alla rinascente con ben 2 obiettivi:
Io ho un debole per gli stampini da biscotto, anzi sono quasi un feticcio...più sono strani meglio è! Il fondo l'ho toccato quando sono andata in brodo di giuggiole per un set di formine per biscotto-da-bicchiere (bellissimi, stampano biscotti da mettere sul bordo del bicchiere, come fossero fette di limone...). Per fortuna anna era con me e ha ragionevolmente placato il mio impulso all'acquisto ("basta che gli fai tu il taglietto, no?")
Ma questi stampini sono tutt'un'altra cosa... Non li ho ancora testati e già gli ho fatto un servizio fotografico...
Per ora vi rimando solo al posto in cui l'ho comprato...
Ieri ho trascorso di nuovo il pomeriggio insieme ai bimbi con il corso per baby maitre patissier ed è stato stupendo! Io mi diverto un mondo, e quasi mi commuovo a osservare il lavoro di tutte quelle manine intente ad esprimere una creatività che ancora si sta formando, ma che è desiderosa di uscire allo scoperto e provare, provare, provare!
Questa ricetta è uno dei miei classici più "antichi"... proviene da un libro di cucina illustrato che uso da quando avevo più o meno 10 anni. E' una frolla molto facile, che viene sempre friabile e con un sapore delicato, molto "lattoso", direi! Non prevede l'uso di uova, praticamente è un panetto di burro impastato con zucchero, farina e qualche goccia di latte! Una goduria, insomma!
Per 40-50 biscottini:
Questa è una torta classica, che si presta a infinite varianti. Io ho optato per una versione semplice: ho assecondato il profumo agrumato (?) dell'impasto con una semplice glassa di zucchero e succo di mandarino.
Sono di nuovo qui!!!
Questa la prima creazione: si tratta di una delle mie solite tortine di pan di spagna, in questo caso farcita di crema al lmone. In effetti è molto molto semplice ma il risultato è da paura, grazie soprattutto alla crema al burro verde.
La "C" che ci vedete scritta sopra non è ovviamente la "C" di cifrata, ma la "C" di Cecilia, la mia sorellina. Pure questa è una tortina di pan di spagna, stavolta ripiena di panna montata e confettura, ma a differenza della precedente è decorata usando la pasta di zucchero. Ho trovato la ricetta sul blog di Nightfairy che ci ha fatto delle cosine meravigliose. Io e Cecilia abbiamo fatto solo un piccolo esercizio di riscaldamento...c'è ancora qualche pallina di pasta in frigo, qualcosa ne ricaveremo!
Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda, strizzarla e poi farla sciogliere in un pentolino insieme ai 30 ml d'acqua. Non deve bollire, perciò spegnete appena la vedete dissolversi.
Sottotitolo B: come sedurre LEI a tavola.
Già una simile struttura promette bene, e in effetti andando a sfogliare le pagine ci si trova a sorridere (se non a ridere di gusto...) per il tono spiritoso (ma anche da esperta psicologa!) con cui Roberta descrive le possibili tipologie umane e i conseguenti espedienti culinari per far breccia nei loro cuori. L'insieme è ovviamente corredato da una gran quantità di ricette, alcune molto raffinate, altre semplici, e altre ancora più goduriose, tutte raccontate con sapienza, chiarezza e passione. Io ne ho utilizzate alcune solo per gola, mai per un partner purtroppo...
Anche qui, subito una stranezza: sulla copertina si legge (purtroppo nell'immagine non si vede, ma sulla mia copia sì, lo giuro!): "romanzo culinario". Romanzo culinario??? L'originale qui, soprattutto rispetto al panorama letteriario italiano, è il genere del romanzo. Voglio dire, non si tratta di un romanzo sentimentale in cui si parla tanto di cibo, come poterbbe essere per Chocolat, dove amore e cibo sono su due piani paralleli, quasi a evocare una continua metafora. In Piazza Gourmand il cibo è invece la chiave di lettura per entrare nelle vite dei personaggi. Anzi, è quasi come se l'esperienza culinaria - o, in generale, l'esperienza del gusto - fosse protagonista e al tempo stesso punto di unità in un intreccio di storie umane. Così scrive Roberta nella breve introduzione al romanzo:Vittima di una fissazione per il cibo e di uno sfrenato voyeurismo intellettuale, mi ostino compulsivamente a spiare le vite deglia altri dal buco della serratura.
Ho riunito queste due passioni diaboliche in un romanzo in cui i personaggi hanno qualcosa in comune, cioè il cibo: cibo-amore o cibo-ossessione, cibo che cura o cibo che uccide.
Così, se qualcuno* prima di me sentiva che dietro una certa frase c'era una storia che voleva essere raccontata, nello stesso modo oggi io sento che dietro quel piatto, quel sapore, quell'ingrediente c'è un personaggio o uno spaccato di realtà che chiede di prender vita, di essere narrato.
Questo libro è una storia di storie, di intrecci e causalità, di personaggi che si perdono e si ritrovano, di oggetti dimenticati e di fantasmi che ritornano.
Piazza Gourmand è un romanzo culinario.Roberta Schira*Raymond Carver, Il mestiere di scrivere, Einaudi, Torino 2002.
L'anno prima aveva venduto il suo prezioso Van Cleef a un pusher di colore alla Gare du Nord. E come si arrabbiava, quando gli chiedevano come facesse a cucinare senza orologio! "Naso, orecchie, occhi, dita" rispondeva, ecco come si capisce se un piatto è perfetto".
E cuore, aggiungeva tra sé.

Ieri mi sono proprio divertita! Credo di aver tirato fuori dall'archivio inconscio delle mie ispirazioni alcuni elementi che vi risiedevano da parecchio tempo. Stamattina questi elementi hanno raggiunto il livello della coscienza grazie a un commento di uovosodo, che mi ha fatto ricordare di questa sua creazione meravigliosa, moolto simile alla mia! Poi mi sono accorta di aver esaudito il mio desiderio di sentirmi così:
(ho rivisto il film giusto l'altroieri...).
Una cosa interessante è che la confettura ai frutti rossi che ho usato si chiama Delizia...vabbè...
A questo punto potrete decorarla come più vi piace! Io Ho usato panna montata non zuccherata e rose vere, ma poò essere molto carino anche un abbinamento di fiori e frutta!
Fate scaldare la panna in un pentolino. appena incomincia a bollire levatela dal fuoco e versatela sul cioccolato a pezzetti. mescolate fino a quando non avrete ottenuto un composto omegeneo e lucido. Lasciatela in frigorifero per una decina di minuti
altre foto con i vari passaggi qui.
Avrete già capito che le misure di riferimento sono le Cups americane. Chiarito questo dettaglio non mi resta che ndire un'altra ovvietà: miscelare secco con secco, liquido con liquido e poi versare i liquidi nei secchi. Magari prima di cominciare guardate con che stile lo fa lei...
Altra chicca che si nota nel video: per porzionare l'impasto usa un dosagelato...geniale! Nigella suggerisce poi di aggiungere qualche goccia sulla superficie dei mufins prima d'infornare.
Più che vere ricette sono due esperimenti, perciò piuttosto che snocciolare dosi e procedimenti, preferisco raccontarvi la loro genesi.
Questa simpatica signora occhialuta altri non è che Sylvia Weinstock, ovvero colei che è stata definita "il leonardo da Vinci delle torte". Semplicemente geniale. Le sue opere sono il frutto di un accurato lavoro, così minuzioso che solo un'artista poliedrica come lei può garantire. Sylvia è chef (le sue torte sono famose anche per essere buone!), decoratrice, scultrice...in una parola cake stylist (non trovate che il termine abbia un suono meraviglioso?). Ognuna delle sue richiestissime Wedding Cakes viene "disegnate su misura", rispetto ai gusti e alle esigenze del cliente, esattamente come un abito!
Quando vedo torte di questo genere penso sempre alla persona incaricata di farle a fette (che macabra immagine)...io non ne avrei il coraggio!
www.sylviawinstock.com
Ho trascorso le ultime settimane di agosto nelle Marche, a Civitanova Marche per la precisione. Anzi, volendo proprio essere pignoli mi trovavo nella campagna che circonda il bellissimo borgo di Civitanova Alta.
per la panna:delizia Copyright 2009 Sweet Cupcake Designed by Ipiet Templates Sponsored by Blogger Template Gallery